
Il weekend al Paul Ricard, valido per il secondo appuntamento del Campionato Europeo E4, non è stato semplice, ma porto comunque a casa esperienza, chilometri e indicazioni importanti su cui continuare a lavorare.
Il weekend è partito in salita dalle qualifiche. Ho faticato a trovare un giro veramente pulito: c’era molto traffico in pista e, con sessioni così brevi, non è stato facile mettere insieme il giro giusto nel momento migliore. Questo mi ha penalizzato e mi ha costretto a partire più indietro di quanto sperassi.
In Gara 1 sono riuscito a reagire bene. Partendo da una posizione arretrata, ho recuperato diverse posizioni soprattutto nella prima parte di gara, risalendo fino alla P17 e concludendo poi in P19. È stata una gara positiva, con un buon passo e alcuni bei sorpassi.
Gara 2 è stata probabilmente la gara più positiva del weekend. Sono partito dalla P25 e ho subito cercato di attaccare. Purtroppo, al primo giro, un contatto ha danneggiato l’ala anteriore, facendomi perdere carico e stabilità sull’anteriore. Nonostante questo ho continuato a lottare, arrivando molto vicino alla zona punti. Negli ultimissimi giri, però, a causa del danno riportato, sono stato costretto al ritiro. È un peccato, perché c’era la possibilità di portare a casa un risultato importante.
In Gara 3 partivo dal fondo, in P33, e sono rimasto a lungo nel traffico e nella bagarre del gruppo. Sono riuscito a recuperare alcune posizioni, ma la gara è stata condizionata da due Safety Car rimaste in pista per molti giri, riducendo molto il tempo effettivo di gara libera. Nel finale la corsa si è conclusa ancora sotto Safety Car e bandiere gialle, a causa di un’ala anteriore persa da un’altra vettura. Ho chiuso in P33.
Il risultato finale non è quello che avrei voluto, ma credo che il weekend vada letto anche oltre le posizioni. In Gara 1 e Gara 2 abbiamo mostrato un passo interessante e, anche nelle situazioni più difficili, ho cercato di restare concentrato, attaccare e portare a casa il massimo possibile.
Paul Ricard è stato un weekend complicato, tra qualifica difficile, traffico, contatti e Safety Car, ma anche queste gare fanno parte del percorso. Continueremo ad analizzare tutto con il team e a lavorare con determinazione, perché il potenziale c’è e la motivazione resta alta.
Beco Bernoldi






























