
Il secondo round dell’F4 Trophy si è svolto in un’atmosfera davvero unica, durante lo stesso weekend del Gran Premio di Formula 1 ad Abu Dhabi. È stato emozionante correre in un contesto così speciale, con tanto pubblico e un clima molto intenso in pista e fuori.
Allo stesso tempo, però, correre insieme alla Formula 1 significa anche avere meno spazio e tempi più stretti per le categorie di contorno. Questo ha influito sul nostro programma: rispetto a un weekend tradizionale, abbiamo avuto solo una sessione di prove libere, una qualifica e due gare invece di tre.
Per me era la prima volta su questa pista, che non avevo mai visto né provato prima. Purtroppo in qualifica ho commesso un errore al secondo giro, sono uscito di pista e la mia sessione si è interrotta lì. Non sono riuscito a segnare un tempo valido e questo ha significato partire in ultima posizione in entrambe le gare.
In Gara 1 ho faticato a trovare il giusto feeling con la macchina e il passo non era ancora quello che avrei voluto. Ho concluso in P22, usando la gara soprattutto per imparare la pista e cercare il giusto ritmo.
In Gara 2 ho avuto un approccio più sicuro e fiducioso, sfruttando l’esperienza accumulata in pista nella prima manche. Il passo era decisamente migliore, ho lottato in diversi sorpassi e ho chiuso in P18, con sensazioni molto più positive.
Nonostante le difficoltà iniziali, porto a casa un bagaglio importante di esperienza. So che possiamo fare meglio, e ora che conosco il tracciato, sono motivato a tornare in pista già questo weekend per il terzo round, sempre qui ad Abu Dhabi, con l’obiettivo di costruire un weekend più concreto, senza errori, e mettere a frutto tutto ciò che ho imparato.
Un grande ringraziamento al team per il duro lavoro e il costante supporto.
Ci vediamo in pista.
- Beco Bernoldi










